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Modone
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mweaModonecite-ref-1[1] (mwfqin greco Μεθώνη?, Methōnī) è un ex mwfgcomune della Grecia nella mwfwperiferia del Peloponneso di mwga2 638 abitanti secondo i dati del censimento mwgq2001cite-ref-2[2].
È stato soppresso a seguito della riforma amministrativa detta mwhwProgramma Callicrate in vigore dal gennaio mwia2011cite-ref-3[3] ed è ora compreso nel comune di mwjqPylos-Nestoras.
Modone deve la sua importanza storica al fatto di essere stata per lungo tempo una delle più importanti basi navali della mwjwRepubblica di Venezia.
La città è situata sulla costa mwkqionica del Peloponneso, tra mwkgNavarino e Capo Gallo, di fronte alle isole mwlaSapienza e Cabrera. In epoca veneziana vi facevano scalo quasi tutte le navi veneziane sulla rotta tra mwlqVenezia e il mwlgLevante, nonché tutte le navi di pellegrini in viaggio verso la mwlwTerrasanta. Per la sua posizione strategica a guardia dell'imbocco dell'Adriatico, la fortezza di Modone fu tenuta in grande considerazione dalla Serenissima e soprannominata (analogamente al vicino porto di mwmaCorone) mwmqVenetiarum ocellae ("occhi di Venezia").
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Epoca antica
Nell'estate dell'anno 32 Antonio, assieme alla regina d'mwogEgitto mwowCleopatra, aveva predisposto il suo esercito a mwpaPatrasso e la sua flotta nell'ampio mwpqgolfo di Ambracia, vicino ad mwpgAzio, l'attuale mwpwmwqaAktio-Vonitsa, disponendo una serie di presidi da nord, nell'isola di mwqqCorfù, a sud, a Modone, nel mwqgPeloponneso.
Era un dispositivo di rifornimenti efficace ma di fatto incontrollabile: l'abile ammiraglio mwraAgrippa, cui Ottaviano aveva delegato le operazioni militari, conquistò con la sua flotta Modone, minacciando i collegamenti e la linea di rifornimento con l'Egitto.
Nell'estate dell'anno 31 sia la flotta che l'esercito di Antonio rimasero inattivi per un anno. Concentrare le forze ad Azio, contro l'avanzante Ottaviano era ormai un'opzione obbligata, ma niente affatto incoraggiante perché era quello che il futuro imperatore e il suo brillante generale avevano auspicato. Il golfo di Ambracia da porto sicuro era diventato una trappola per le grandi quinquereme, circa mwrg300 navi di grossa stazza fatte appositamente costruire dalla regina Cleopatra per appoggiare Antonio: pesanti, mal ridotte e soprattutto con equipaggi sotto organico e privi dell'addestramento e dell'esperienza di quelli della flotta di Ottaviano. La vittoria di Ottaviano fu totale.
L'isola passò poi, dopo la divisione dell'mwsaImpero romano, ai romani d'oriente, ovvero ai mwsqbizantini, che ne mantennero il controllo fino al mwsg1206, quando venne definitivamente persa dall'Impero in favore dei veneziani.
Il primo dominio veneziano (1206-1500)
Venezia occupò Modone per la prima volta nel mwtq1125, quando il mwtgdoge mwtwDomenico Michiel fece radere al suolo la preesistente fortezza mwuabizantina, ma dovette poi abbandonare la città. Già nel mwuq1206 però la Repubblica ristabilì il proprio dominio su Modone, che mantenne ininterrotto per quasi trecento anni ed estese gradualmente a tutta la mwugMorea, finché il 9 agosto mwuw1500 i settemila difensori non dovettero capitolare alle ingenti truppe del mwvasultano mwvqBayazet II (si narra che fosse giunto con mwvg100 000 uomini e 500 cannoni). La vicenda della presa di Modone da parte dei Turchi fu cantata già da Marsilio Cortese in un cantare stampato a ridosso dell'evento (se ne possiede un'unica edizione mwvwbresciana, attribuita ai torchi di Battista mwwaFarfengo), e fu poi vivacemente descritta a posteriori da molti storiografi:
«...poiché dall'Armata Veneta quattro
Galere
col carico di munitioni, trapassando queste le squadre
Ottomane
, ad onta loro conseguirono a salvamento il Porto; successo felice sì, ma origine di lagrimevol disgratia, poiché abbandonati dal Presidio i posti per ricever festosi i sospirati soccorsi, i Turchi, che dall'altra parte applicavano alla vittoria, conosciuti absenti gl'ostacoli si valsero dell'occasione, entrando furiosamente nella Piazza, dove con strage horrenda, diedero saggio della loro tirannide...
»
L'ambiguità tenuta di fronte al nemico (durante l'assedio e la successiva prigionia) da parte del rettore della fortezza, il mwxwpatrizio mwyaMarco Gabriel, sarebbe all'origine della committenza del mwyqmwygRitratto di cavaliere di mwywVittore Carpaccio. Secondo questa interpretazione, l'ignoto cavaliere sarebbe il Gabriel, e l'opera sarebbe stata commissionata al Carpaccio dalla sua famiglia allo scopo di riscattarne l'onore, dopo la sua decapitazione da parte degli mwzaOttomani, avvenuta a mwzqCostantinopoli il 4 novembre mwzg1501cite-ref-5[5].
Negli anni a venire molteplici furono i tentativi di riconquistare la città: nel mwba1531 ad opera dei mwbqCavalieri di San Giovanni, e nel mwbg1572 su iniziativa di mwbwDon Giovanni d'Austria. La presa di Modone è raccontata in un poema epico ottomano del primo Cinquecento: Firdevsi-i Rumi, Kutb-Name (edizione a cura di I. Olgun, I Parmaksizoglu, Ankara 1980).
Il secondo dominio veneziano (1686-1715)
Fu solamente con la mwcgguerra di Morea (1684-1699) che la Serenissima poté rientrare in possesso di Modone. Al comando del Capitano Generale mwcwFrancesco Morosini, il 30 giugno mwda1686 i Veneziani strinsero d'assedio la città, difesa da mwdq13 000 fanti e mwdg1 200 cavalli, da terra e da mare; i Turchi capitolarono il 7 luglio. Quattromila abitanti sopravvissuti abbandonarono la città, mentre i conquistatori si impadronirono di cento cannoni di bronzo e quasi duecento schiavi.
La riconquista veneta fu ratificata nel mwea1699 dalla mweqpace di Carlowitz, ma fu alquanto effimera, giacché già nel mweg1714 i Turchi mossero guerra a Venezia e riconquistarono (mwew1715) tutta la Morea, che fu loro ufficialmente ceduta con la mwfapace di Passarowitz (mwfq1718).
Note
cite-note-11. ↑ mwhamwhqmwhgTreccani, su mwhwtreccani.it. mwiaURL consultato il 24 giugno 2020 mwiq(mwigarchiviato il 20 luglio 2018).
cite-note-22. ↑ mwjgmwjwmwkaCensimento 2001 (mwkqmwkgXLS), su mwkwypes.gr. mwlaURL consultato il 2 maggio 2011 mwlq(mwlgarchiviato il 16 marzo 2012).
cite-note-33. ↑ mwmgmwmwmwnaProgramma Callicrate (mwnqmwngPDF), su mwnwypes.gr. mwoaURL consultato il 2 maggio 2011 mwoq(mwogarchiviato l'11 giugno 2011).
cite-note-41. mwpgG. B. Moro, mwpwmwqaMemorie Istoriogeografiche della Morea riconquistata dall'Armi Venete del Regno di Negroponte, Venezia, Libreria della Verità, 1687.
cite-note-55. ↑ mwramwrqmwrgScoperto chi è il “Cavaliere Thyssen” di Carpaccio, su mwrwartemagazine.it mwsa(archiviato dall'mwsqurl originale il 12 luglio 2015).
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